La Venezia che non ti aspetti

Piccole calli, cortili nascosti, leggende sussurrate tra le pietre.
Qui comincia un viaggio lontano dalle folle, dove ogni tappa racconta una storia che pochi conoscono, ma che vale la pena scoprire.

Le due colonne rosa

Il posto da dove il doge assisteva alle manifestazioni e cerimonie in piazza oltre alle esecuzioni capitali

La bandiera nera

La città decise che il ritratto del doge fosse coperto da un drappo nero sul quale è scritto in latino “questo era il posto di Marino Falier decapitato per tradimento”

Vere da Pozzo

Le vere da pozzo assicurarono nel corso dei secoli l’approvvigionamento di acqua potabile alla città.

Testa del Fornaretto

Situata sulla balaustra in alto all’ angolo della Basilica di San Marco che guarda verso il canale

Ponte delle Tette

Ancora oggi esiste il “Ponte delle tette”, a ricordare la zona che in quel periodo venne trasformata in un vero e proprio quartiere a luci rosse.

Ponte dei Pugni

Il Ponte dei Pugni, noto anche come Ponte dei Sospiri dei Pugni, è un’icona della Venezia storica.

Libreria Acqua Alta

A Calle Longa Santa Maria Formosa si può visitare una libreria, che ogni volta che l’ acqua dei canali sale oltre un certo livello, si allaga

Scala Contarini del Bovolo

Una scala a chiocciola di cinque piani di unica bellezza. È la scala del palazzo Contarini del Bovolo che si trova vicino campo Manin

Il leone del Pireo

Queste opere, sono state portate a Venezia dall’antico porto di Atene, come antico bottino di guerra nel 1687

La pietra bianca

La pietra bianca dell’incontro a San Pietro di Castello

La testa d’oro a Rialto

A ricordare il luogo dove c’era l’antica e più famosa spezieria di Venezia La Testa d’Oro

La porta della Botte

Una porta da una forma insolita con la base allargata per permettere il passaggio delle botti di legno che venivano fatte rotolare all’interno della cantina.

La losanga di porfido

In questo punto, all’ingresso della Chiesa di San Marco, l’imperatore Federico I Barbarossa si inginocchiò davanti al pontefice Alessandro III

Le sagome di un ostrica e di un pesce

La chiesa di San Giacometto di Rialto la chiesa più antica di Venezia risalente al 421 d.c.: due sagome di un ostrica e di un pesce che rappresentavano le misure minime che potevano essere vendute al mercato

Il capitello dell’amore e della morte

I 36 capitelli del porticato inferiore del palazzo ducale, sono opere d’arte intagliate da maestri scalpellini

La vecchia con il mortaio

Un altorilievo di marmo di un’anziana signora con un vaso in mano ed a terra una lapide con una data XV giugno MCCCX

La ruota degli Innocenti

È una delle rare ruote degli innocenti ancora visibili nel in Italia e si trova a Calle della Pietà dove un tempo c’era la chiesa della Pietà ed il monastero

Il Barbacano Modello per tutti

Dei travi legno sporgenti che servivano per ampliare il primo piano degli edifici e lasciare più spazio per il passaggio nelle calli

Uno strano fruttivendolo

Un negozio galleggiante, che in base alle maree può salire o scendere di 1m rispetto al livello della strada

La Theriaca

Una pozione quasi magica per guarire tutte le malattie, veniva preparata a Venezia, sotto la sorveglianza del magistrato alla sanità e veniva esportata in tutta Europa e fuori

I pili portabandiera

I tre pili rappresentano i tre regni conquistati da Venezia, Cipro, Candia e la Morea

Sottoportego Zurlin

Il sottoportego Zurlin più basso di Venezia, tanto da piegarsi per poterlo attraversare

Venetie MD

Si tratta di un’opera importantissima risalente al 1500, quando Jacopo De Barbari architetto realizzò per la prima volta la mappa dettagliata della città di Venezia.

Ponte del Chiodo

l’unico ponte originale rimasto senza parapetto è il “ponte del chiodo” situato nel sestiere di Cannaregio, vicino la Cà d’ Oro

Squero di San Trovaso

Lo squero, deriva dal termine “squara”, uno strumento di lavoro usato dai maestri d’ascia.